Guarini, Juvarra, Antonelli: Segni e simboli per Torino / Mostra a Palazzo Bricherasio, Torino








Fondazione Palazzo Bricherasio, Torino

Guarini, Juvarra, Antonelli: Segni e simboli per Torino
Mostra > 14 settembre 2008







Guarini, Juvarra, Antonelli: Segni e simboli per Torino, realizzata grazie al contributo della Compagnia di San Paolo e curata da Giuseppe Dardanello e Rosa Tamborrino, racconta, attraverso l’opera di chi ha lasciato un’impronta indelebile della propria creatività a Torino, il disegno di architettura – esercizio, studio, elaborato tecnico, progetto che comporta fasi e varianti, esecutivo, istruzione di cantiere, particolare, sagoma, modello e racconto figurato – quale strumento privilegiato con cui l’architetto comunica e trasmette il progetto architettonico.


Filippo Juvarra


Filippo Juvarra
Studio per Casa Juvarra a Torino, 1724 circa.
Torino, Museo Civico d’Arte Antica e Palazzo Madama, Disegni di Juvarra, vol. I ( n. 139).
© Tutti diritti riservati



I disegni, conservati negli archivi delle istituzioni culturali piemontesi e di alcune collezioni di musei italiani ed europei, raccontano architetture divenute luoghi e segni simbolici per la città e il suo territorio. Seguendo questo spirito, l’intero percorso rinuncia a ricostruire filologicamente l’iter di ogni progetto, privilegiando la dimensione comunicativa del singolo disegno, la sua capacità di esprimere un’idea, una costruzione, una prefigurazione.

La mostra si apre presentando la città in due diverse declinazioni: quella prefigurata nei piani di sviluppo urbano del Seicento e quella costruita del Settecento. Entrambe le dimensioni sono introdotte da piante e vedute affiancate ai disegni per le facciate su strada che determinarono quella immagine di continuità dello scenario urbano unanimemente identificata dai viaggiatori in visita a Torino. A seguire, il percorso propone descrizione della casa-studio dei tre protagonisti della mostra: i ritratti, i progetti per le proprie case, gli strumenti materiali e operativi dello studio e del disegno, corredati dalle testimonianze grafiche della formazione culturale di ciascuno.

L’itinerario in mostra sviluppa diacronicamente temi e tipi architettonici in cui gli architetti si sono cimentati: il palazzo e la piazza reale, le cupole, l’architettura pubblica delle istituzioni e per la città, le ville e i giardini, la decorazione e l’ornato, la memoria e gli altari. I disegni di Guarini per Palazzo Carignano e quelli di Juvarra per la facciata e lo scalone di Palazzo Madama e per l’atrio del castello di Rivoli, illustrano l’impegno e la ricerca dei due architetti nella formulazione del “prototipo” di palazzo reale per il sovrano di uno stato assoluto. Le cupole e le volte presentate nelle sale espositive esprimono gli straordinari risultati raggiunti nell’elaborazione progettuale di Guarini, così come le audaci e altrettanto sperimentali costruzioni di Antonelli che hanno segnato l’immaginario architettonico e paesistico della regione piemontese.


Bernardo Bellotto


Bernardo Bellotto
Veduta del Palazzo Reale di Torino dalla parte delle mura, 1745,
Particolare. Torino, Galleria Sabauda.
© Tutti diritti riservati

Giovanni Fayneau


Giovanni Fayneau su disegno di Guarino Guarini,
“Facies interna S. Laurentii Taurini”, incisione. In Guarino Guarini, Dissegni d’architettura civile et ecclesiastica, Torino 1686, tav. 6
© Tutti diritti riservati

Modello ligneo per la chiesa della Gran Madre


Intagliatore piemontese su progetto di Ferdinando Bonsignore
Modello ligneo per la chiesa della Gran Madre, 1818, legno intagliato.
Torino, Museo Civico d’Arte Antica e Palazzo Madama (n. 1491/L)
© Tutti diritti riservati



In una rapida panoramica dell’architettura pubblica sono esposti materiali prodotti per le committenze dello Stato e delle istituzioni: dai progetti di Juvarra per il Palazzo dei Regi Archivi e i disegni per il Teatro di Benedetto Alfieri – di cui si trova al centro della sala il modello per il Palazzo del Senato – per arrivare alle tavole di Antonelli per il Parlamento, il Teatro e l’Ospedale di Novara.

La mostra chiude con una sezione dedicata alla trama della città ottocentesca: le case e le strade, nelle due dimensioni della città nuova progettata e della città ereditata e ripensata, sono ridefinite alla luce di nuove ipotesi di progetto urbano, aggiornate sulle esperienze parigine e caratterizzate da uno spiccato interesse per gli stili storici e le nuove funzionalità dell’abitare.

Gli oggetti in mostra, accostati per la prima volta in un itinerario ricco e complesso, ricostruiscono e nello stesso tempo superano le biografie degli attori che hanno di volta in volta animato la scena architettonica, alternandosi e influenzando i diversi contesti culturali.

L’esposizione ha anche il grande merito di dare spazio e mettere in risalto l’ampiezza e l’eccezionalità del patrimonio archivistico e museale conservato in Piemonte, offrendo la possibilità di letture differenti che ritrovano nell’itinerario espositivo edifici emblematici di quella architettura costruita.


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